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Grande operazione di carico e trasporto del CTS nel porto di Marghera: imbarcati tre apparecchi per il più grande impianto di produzione di metanolo al mondo, in costruzione in Iran

2 Maggio 2014

Il consorzio CTS di Roncalceci, in provincia di Ravenna - specializzato nei settori del trasporto eccezionale, del sollevamento e della movimentazione industriale - si è recentemente distinto per un intervento di grande complessità svoltosi all’interno del bacino di Marghera. Scopo del lavoro, il trasporto di tre apparecchi - prodotti da SIMIC Spa, rispettivamente pesanti 240, 340 e 1.250 t. Costruiti per conto di Kaveh Methanol Company, saranno installati nel più grande impianto di produzione di metanolo al mondo, in costruzione a Bandar Dayyer, nel Sud dell’Iran (Golfo Persico). L’impianto avrà, a regime, una capacità produttiva di 7.000 MTPD (tonnellate di metanolo per giorno).

I tre manufatti sono stati dapprima sollevati presso l’officina di costruzione. Si è provveduto poi a posizionare e fissare le selle di trasporto e a caricare i manufatti su potenti carrelli modulari semoventi SPMT (Self-Propelled Modular Transporter). Tramite questi speciali carrelli, anch’essi di proprietà del consorzio CTS, si è provveduto al trasporto dall’officina di Marghera, al terminal Transped, percorrendo circa un paio di chilometri. Si è quindi provveduto all’imbarco su chiatta, che dal terminal Transped si è trasferita poi al terminal Multiservice, dopo una navigazione all’interno delle acque del bacino di Marghera.  Dopo lo sbarco, e la movimentazione portuale sì è infine giunti alla fase di imbarco sulla nave fornita dal committente, ovviamente attraverso una banchina avente la giusta altezza (ovvero una cosiddetta “scassa”).
La peculiarità di queste manovre, eseguite in modalità ro-ro, derivavano dal fatto che i mezzi di trasporto, dovevano salire direttamente a bordo del natante e lì depositare il carico. Operazione complessa poiché si trattava di spostare un ingente peso su un corpo galleggiante che, ruota dopo ruota, si sarebbe immerso sempre di più, creando ovvie problematiche, cui andava aggiunto il “fattore marea”. 
Diverse infine le tecnologie utilizzate a bordo per lo scarico dei manufatti dai mezzi di trasporto, l’abbassamento in coperta e il rizzaggio dei colli a bordo nave consegnando il carico pronto per una navigazione sicura, nel rispetto dei termini richiestigli dal committente. L’operazione si è ripetuta in maniera pressoché identica per tutti e tre gli item, coordinando le operazioni con tutti gli enti e le società coinvolte, sotto la regia unica di CTS.

La soddisfazione è stata grande da parte di tutti gli operatori coinvolti, sia di quelli appartenenti a CTS che alle aziende fornitrici. “Ma ancora più importante è stata quella manifestata dal cliente, che ha trovato in noi un partner serio e affidabile, di cui si è potuto avvalere in piena fiducia”, afferma Marco Melandri, Sales Manager CTS e coordinatore del progetto, unitamenteal collega Paolo Zangrando.

Dopo aver iniziato negli anni Novanta a muovere i primi passi, oggi CTS è una realtà con filiali a Marghera, Trieste, Genova e Firenze, che conta in organico oltre 100 operatori e che è attivo in tutta Europa (ma non solo) nei campi di ’energia, oil & gas, industria e cantieristica di grandi dimensioni. In particolare, negli ultimi anni ha operato con successo in paesi quali Capo Verde, Camerun, Marocco, Tunisia, Libia, Giordania, Turchia e Cina. 
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